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A fronte delle risultanze del Tavolo tecnico di ieri per la verifica del risultato IV Trimestre 2024 del SSR, durante il quale sono stati accertati i presupposti per avviare la procedura di diffida, la Giunta regionale ha già convocato tavoli per rimettere in discussione le cifre della manovra.

Si sottolinea che il disavanzo sanitario per l’esercizio 2024 è di circa 34 milioni che, sommati al ‘fondo di dotazione’ negativo delle Aziende sanitarie, pari a 39 milioni di euro, portano a un fabbisogno complessivo di circa 73 milioni.

In merito alla posta ‘fondo di dotazione’, per cui è necessario trovare coperture di parte corrente, già ieri durante il Tavolo tecnico, è stata richiesta dalla Regione la possibilità di rateizzazione, operazione non consentita, invece, per il disavanzo di esercizio accertato.

Il tempo per la manovra fiscale, il più possibile equa e dalla parte delle fasce basse e medie di reddito, rimane il 15 aprile.

Oggi pomeriggio è fissato il secondo incontro con i sindacati. Seguiranno parti datoriali e amministratori nelle prossime ore.

 

Le opposizioni sul disavanzo in sanità: “Dopo cifre sparate a caso, la Giunta costretta ad ammettere che è di 34 milioni”

“In questi giorni abbiamo ascoltato gli esponenti della maggioranza sparare cifre a caso in merito al disavanzo del bilancio sanitario regionale: sono partiti da 243 milioni, per poi passare a 90, infine ai 73 di ieri.
Nella nota stampa di oggi la Giunta ha invece chiarito che il disavanzo nel bilancio sanitario regionale è di 34 milioni, ovvero la cifra che avevamo preannunciato noi, indicata anche nel report di KPMG in una pagina volutamente omessa dalla Presidente Proietti nel corso della conferenza stampa della scorsa settimana. L’incontro con il MEF li ha costretti a un’azione di verità che hanno eluso nelle scorse settimane nel grottesco tentativo di giustificare un salasso di tasse ai danni degli umbri dietro al quale non si nasconde altro che la volontà di fare cassa per riuscire a mantenere promesse elettorali.
Peraltro al tavolo del MEF la Regione non ha neppure richiesto la contabilizzazione del payback dispositivi medici, che, stando a quanto previsto dal decreto legislativo 30 marzo 2024 alla tabella 8, e come a più riprese abbiamo sostenuto, per l’Umbria vale 48 milioni.
Per quanto riguarda invece il fondo di dotazione di 39 milioni, nella nota diffusa dalla Giunta viene chiarito che si prevede una rateizzazione in tre anni, che si potrebbe ulteriormente negoziare con il Ministero aumentando a 5 o 6 anni il tempo di rientro. È quindi un errore cumulare la cifra di 39 milioni del fondo di dotazione ai 34 milioni del disavanzo del bilancio della sanità, o magari un’altra strategia comunicativa della maggioranza per confondere i cittadini e allarmarli inutilmente.
L’atteggiamento della maggioranza è deplorevole: la manovra di aumento delle tasse va ritirata immediatamente perché priva di presupposti. Se hanno deciso di alzare le imposte per vantare, negli anni a venire, di essere riusciti a tenere fede ai proclami elettorali, abbiano quantomeno la decenza di ammetterlo senza prendere ulteriormente in giro i cittadini”.

Così in una nota i Consiglieri Regionali di opposizione
Paola Agabiti (Fratelli d’Italia)
Nilo Arcudi (Umbria Civica – Tesei Presidente)
Enrico Melasecche (Lega Umbria)
Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia)
Eleonora Pace (Fratelli d’Italia)
Laura Pernazza (Forza Italia)
Andrea Romizi (Forza Italia)
Donatella Tesei (Lega Umbria)

 

PD: Umbria deve recuperare 73 milioni per sanità, politica unita per i cittadini

“L’Umbria deve recuperare 73 milioni per la sanità, a certificarlo è stato il ministero dell’Economia. Un dato che dovrebbe preoccupare tutti e che richiede interventi urgenti e condivisi. Basta con inutili polemiche come quelle alimentate nelle ultime ore dal centrodestra. Quando c’è di mezzo il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini non dovrebbero esserci colori politici che tengano. Parliamo di servizi essenziali che devono essere garantiti. Non è tempo per divisioni, bisogna mettersi al lavoro insieme per trovare la migliore soluzione possibile per gli umbri. Anche per chiedere al Governo un cambio di rotta e un vero sostegno alla sanità pubblica ”, così i parlamentari dem Anna Ascani e Walter Verini.