“La presidente della Regione, Donatella Tesei, anche nel Consiglio regionale di ieri ha richiamato i Comuni a fare la loro parte rispetto all’aeroporto ‘San Francesco’ e la stampa ha rilanciato la cosa come un chiaro richiamo al Comune di Assisi. Ancora una volta, quindi, il Comune è costretto a fare opera di chiarezza e trasparenza sul perché non può sborsare illegittimamente soldi pubblici”, così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca in una “nota congiunta con l’assessore al Turismo del Comune di Assisi, Fabrizio Leggio”.
“L’Amministrazione comunale di Assisi – si legge nella nota – ha preso atto con piacere della significativa crescita dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi e riconosce il grande lavoro portato avanti dal Cda, sia quello precedente che l’attuale. Tuttavia, ancora una volta, il Comune nutre forti perplessità sulla reiterata richiesta di contributo ‘in conto gestione’ per il piano industriale 2022-24. La legittimità del contributo è in dubbio – scrive De Luca – anche sulla scorta delle indicazioni che la Corte dei Conti ha fornito al Comune di Assisi con la delibera del 6 settembre 2023. La Corte, richiamando la corrente giurisprudenza, in sostanza, limita fortemente il potere delle amministrazioni pubbliche, segnatamente nell’impegnare risorse economiche e nell’effettuare trasferimenti straordinari già per ripianare posizioni debitorie delle società partecipate. La Corte chiarisce che, in linea di principio, non è possibile approvvigionare finanziariamente le società partecipate, specie quelle che vengono da anni di bilanci chiusi con perdite, se non attraverso un piano specifico di risanamento”.
“Nel riscontrare l’ultima richiesta della Sase – si legge nel comunicato congiunto – si fa riferimento a un contributo ‘in conto gestione’ e ad un piano non di risanamento bensì di sviluppo industriale, come definito nelle varie comunicazioni e attestato dal fatto che, per il 2022, l’utile netto per la Sase si è attestato a 444mila 128 euro dopo i due anni precedenti di chiusure in perdita (dovute anche ai due anni di crisi Covid). Più volte, in assemblea e con richieste di chiarimenti, si è eccepito sulla legittimità della forma del contributo richiesto, che apparirebbe non plausibile per l’ente pubblico in forma di partecipazione non a piani di risanamento bensì a piani di sviluppo industriali sui quali, peraltro, il socio pubblico di minoranza non può incidere né esercitare alcun atto di controllo gestionale. Il contributo in conto gestione sembra da escludersi relativamente a soci di natura pubblica apparendo in palese contrasto con la disciplina normativa attuale e con la interpretazione che la stessa giurisprudenza fornisce”.
“A tal proposito – aggiunge De Luca – la delibera della Corte dei Conti sopra richiamata chiarisce, in merito proprio alla partecipazione del Comune di Assisi in qualità di socio, che ‘per Sase spa al termine del 31 dicembre 2024, in caso di mancato raggiungimento dei risultati conseguenti alle azioni di razionalizzazione della società, il Comune dovrà valutare gli altri termini di intervento previsti dall’articolo 20, comma 1, tenuto conto del divieto dei trasferimenti straordinari non finalizzati a un piano di risanamento. Nondimeno giova ricordare che, in termini di contributo al piano di risanamento, il Comune di Assisi ha già versato alla società Sase una quota pari a 76mila 879,15 euro al fine di contribuire al ripiano delle perdite, alla ricostituzione del capitale sociale e all’aumento delle proprie quote di capitale sociale allorquando la società ha visto l’uscita e/o la riduzione di importanti soci. Il Comune non può, ottemperando allo statuto vigente della Sase, nemmeno esprimere propri componenti all’interno del Cda, perdendo quindi ogni possibilità di indirizzo e controllo nell’ambito della gestione del piano industriale”.
“Invero, inoltre – continua la nota -, nella relazione della società di revisione indipendente EY SpA del 03 maggio 2023 sul ‘Prospetto dei saldi a credito e a debito della Sase S.p.A. nei confronti del Comune di Assisi al 31 dicembre 2022’ relativo ai crediti e debiti reciproci tra l’ente Comune di Assisi e la società partecipata Sase spa la stessa società di revisione attesta che sono pari a zero gli importi sia dei crediti che dei debiti tra Sase spa e Comune di Assisi con competenza al 31 dicembre 2022”.
“A queste perplessità – continua la nota – si aggiungono quelle relative alla disciplina dei cosiddetti aiuti di Stato e al loro divieto. Non è intenzione del Comune di Assisi – assicura De Luca – rallentare l’apprezzato sviluppo dell’aeroporto San Francesco, ma certamente l’impegno economico di risorse pubbliche che viene richiesto, peraltro cospicuo, deve essere attentamente vagliato, al fine di valutarne la piena legittimità, anche in funzione della sua destinazione. Allo stato appare che il contributo richiesto, addirittura finalizzato alla gestione, non possa essere erogato, ponendosi in contrasto proprio con quanto affermato dalla società di revisione e dall’interpretazione che la Corte dei Conti ha fornito a questo Comune in sede di verifica e controllo”.
“In un’ultima nota – commenta De Luca – l’Amministrazione comunale aveva detto di essere in ogni caso aperta e disponibile a un approfondimento in contraddittorio fra i tecnici giuridico-economici del Comune di Assisi con quelli della Sase, al fine di poter avere certezze e non commettere quindi errori che sarebbero un pregiudizio non solo per il Comune di Assisi, ma anche per la stessa Sase. Fin qui i contenuti dettagliati della posizione del Comune. Ora sono opportune alcune annotazioni di carattere politico”.
“Il continuo richiamo al presunto mancato versamento da parte del Comune di Assisi sembra essere solamente un attacco politico all’amministrazione Proietti visto che ci si dimentica sistematicamente di citare il fatto che anche l’amministrazione di Perugia – sostiene De Luca – non ha mai versato il suddetto contributo. Probabilmente è un maldestro tentativo per sviare l’attenzione dei cittadini dalla disastrosa situazione in cui versa la sanità umbra, tangibilmente peggiorata sotto tutti gli aspetti negli ultimi cinque anni. I cittadini – conclude De Luca – non sono stupidi, vivono quotidianamente il disagio di dover essere sballottati su e giù fra i pochi ospedali della regione, le interminabili code ai Pronto Soccorso e l’impossibilità di accedere alla diagnostica pubblica in tempi ragionevoli. Difficilmente potranno essere distratti da questa cantilena”.